ANAKTISI
ARCHEOLOGIA DEL FUTURO
Michele Liparesi

a cura di Yulia Tikhomirova

POSTICIPATA

 

Purtroppo anche questa volta (a causa delle restrizioni che coinvolgono gli spazi culturali) l'apertura della mostra "slitta" alla data da definirsi.

Non vediamo l'ora di accogliervi "in presenza"!

Nel mentre, a breve condivideremo con voi qualche anticipazione in più sulla città di  "Anaktisi", continuate a seguirci!

Ambiente #1. Sound ON

La ricerca di Michele Liparesi nasce dalla necessità emotiva di indagare gli spazi ed è incentrata sulla relazione tra ambiente e tempo, e sulla fragilità della nostra percezione di entrambi. Il rapporto tra lo spazio e l’osservatore è la chiave di lettura di questa architettura criptica, la cui forma non rivela più la funzione.

Anaktisi -recupero in greco- è una città immaginaria che si basa sui moduli composti di oggetti tecnologici recuperati e svuotati della propria funzionalità. L’installazione si sviluppa in quattro ambienti della galleria e include i modelli in scala di una metropoli, un pannello che da ostacolo diventa ingresso e le quasi impercettibili sculture urbanistiche.

Reperti arcaici per l’archeologia del futuro, questi manufatti assumono una funzione di memoria lontana dalla nostalgia privata: sono la memoria della materia, un ricordo dall'esterno, che viene da quella dimensione estranea alle categorie della mente umana, che non soggiace alle nostre leggi e che esiste nonostante l’uomo.

Nel libro Specie di spazi Georges Perec parla del desiderio di appropriarsi dei luoghi e della necessità di comprenderli per farli diventare punti di riferimento personali, fonti per il futuro proprio. Per approcciare questo futuro non ci resta che cominciare ad abituarci a vivere in stato di imponderabilità, dimenticare le verticali e le orizzontali, abbandonare il senso di orientamento abituale.

L’attraversamento dei luoghi si configura quindi come sequenza di layer, di spazi affettati, di architetture sottili, che sembrano di contenere i codici di qualche misterioso processo mentale.

D’altronde l’opera di Liparesi resiste alla seduzione della monumentalizzazione e conferisce all'osservatore un ruolo fondamentale a patto che egli sia disposto a decostruire il rapporto di funzionalità che è abituato a instaurare con il mondo che lo circonda. In questo modo gli oggetti già superati diventano luoghi sottratti al tempo lineare e agli spazi dell’esperienza comune.

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